WRITING

for curious minds

La pianificazione

Sarebbe bello riuscire a scrivere senza troppi pensieri, aprire il nostro file di Word e lasciare che le parole scorrano una dietro l’altra fino a formare un discorso sensato, coerente e corretto dal punto di vista grammaticale. Così, quasi come per magia, ciò che pensiamo diventa ciò che scriviamo e non ci dobbiamo preoccupare di altro. A me, lo ammetto, piacerebbe tanto! 

Purtroppo però non funziona così, o meglio, è vero che la regola di base è sempre la stessa: scrivere qualcosa è sempre meglio rispetto a non scrivere niente, perché tanto ci sarà tempo per perfezionare il lavoro e per dare una forma ben precisa a ciò che abbiamo scritto. Però ci sono delle “fasi”, passaggi che si susseguono l’un l’altro e che rendono più semplice, e soprattutto più ordinata, la realizzazione di un buon lavoro.

Ricordo quando andavo al liceo e c’erano i temi di italiano, li aspettavo con ansia e impazienza e quelle due ore mi sembravano passare come fossero state dieci minuti. Mi piaceva avere davanti a me un foglio bianco da riempire con tante parole e tanti pensieri, il tempo non mi bastava mai e ne volevo sempre di più perché avevo sempre troppe cose di cui parlare. Ma mi piaceva, mi piaceva davvero tanto! Col passare del tempo mi sono accorta che mettevo in pratica uno schema, ricorrente ogni volta che dovevo scrivere, senza sapere però che quello schema costituiva una metodica ben precisa e forse era proprio grazie a questo che scrivere, per me, era un piacere e non un dovere (“lo devo fare perché è una verifica”). 

La scrittura di un testo è composta da fasi molto diverse tra loro e che è opportuno rispettare per raggiungere più velocemente la conclusione del nostro lavoro, perché danno ordine alle nostre azioni. 

Lo so, ora magari starai pensando “Che pizza! Vuoi dirmi che per scrivere devo imparare uno schema, rispettarlo alla lettera e metterlo in pratica ogni volta?!”. Nì, nel senso che ci basta comprenderlo una volta per tutte per convincerci che ci sarà d’aiuto e non di ostacolo, dopodiché ci verrà così naturale seguirlo che nemmeno ci accorgeremo più di farlo. Provare per credere!

Non stiamo parlando di regole magiche, ma di 4 semplici paroline da ricordare: pianificazione, stesura, revisione e correzione. Una cosa per volta però, oggi concentriamoci solo sulla prima di queste fasi, alle altre penseremo negli articoli successivi.

Che cos’è la pianificazione? Cosa vuol dire pianificare un testo? 

Proviamo a metterla così, se abbiamo appena visto la ricetta di un dolce buonissimo saremo sicuramente impazienti di realizzarlo. Possiamo fare due cose: 

  1. Dare un’occhiata veloce agli ingredienti (che sono forse la parte più noiosa), senza badare troppo a grammature e a eventuali specificazioni sulle modalità di impiego e passare subito al procedimento perché non vediamo l’ora di infornare la nostra torta; 
  1. Dedicare la stessa attenzione sia agli ingredienti, pesandoli scrupolosamente, sia al procedimento, seguendo alla lettera quanto c’è scritto e quindi mescolandoli e infornandoli secondo le indicazioni riportate. 

Che cosa abbiamo fatto in questo secondo caso? Abbiamo dato un ordine e un’organizzazione alle nostre azioni: anziché mettere qualche ingrediente a caso in una ciotola e mescolare perché impazienti di realizzare il dolce, abbiamo rispettato ogni fase e raccolto tutto ciò che ci serviva prima di cominciare a cucinare. Con la scrittura accade esattamente la stessa cosa. Scrivere senza prima pianificare è come voler mettere in pratica il procedimento della ricetta senza aver badato agli ingredienti che ci servono per la sua buona riuscita (poi, magari, lamentandoci anche del fatto che il dolce sia venuto una porcheria!). Ora, un testo non profuma sicuramente come una bella torta appena sfornata ma, credetemi, tolto questo piccolo particolare le due cose sono identiche.

La pianificazione nella scrittura, infatti, riguarda proprio tutto ciò che è preliminare alla stesura, quindi: la ricerca delle informazioni che ci servono in base all’argomento di cui vogliamo scrivere, la verifica delle fonti che abbiamo trovato per essere certi che siano attendibili e i nostri primi appunti, cioè un abbozzo di ciò che vogliamo scrivere. Nella stesura poi il testo comincerà a prendere sostanza, attraverso la revisione gli verrà data una forma più definitiva e con la correzione sarà pronto e finito. 

Ma senza aver prima pianificato il nostro lavoro nessuna di queste successive operazioni potrà mai avere luogo perché mancherà la materia prima su cui poter lavorare, mancheranno cioè informazioni da rielaborare e su cui articolare il nostro discorso. 

La distinzione tra le varie fasi, comunque, non è mai così netta e precisa perché, ad esempio, durante la pianificazione possiamo già trovarci a scrivere alcune parti di testo e a correggere gli errori più evidenti che notiamo nell’immediato. Oppure, se siamo in fase di correzione, può accadere che decidiamo di revisionare alcune parti perché magari a una rilettura generale ci accorgiamo che non sono in linea con la sostanza dello scritto. 

Può sembrare che quanto detto valga solo e unicamente per la scrittura di testi lunghi, complessi e articolati che non possono essere scritti senza un minimo di organizzazione e che richiedono un lungo lavoro prima di essere completati. Eppure no, non è così. Anche una semplice e-mail di poche righe richiede un lavoro di pianificazione, in termini di tempo più breve rispetto ad altri testi ma pur sempre lavoro di pianificazione è. E non importa la lunghezza, il contenuto o la destinazione del nostro scritto: se vogliamo scrivere bene dobbiamo riflettere su questi aspetti per capire come pianificare il nostro lavoro. 

La ricerca di informazioni, di cui abbiamo parlato prima, ci consente proprio di avere una prima idea generale dell’argomento che vogliamo o dobbiamo trattare. Non tutte le informazioni che troveremo saranno necessarie, motivo per cui, nel corso del lavoro, dovremo selezionare solo quelle realmente utili. 

Dove possiamo raccogliere queste informazioni? 

Dappertutto, direi. Oggi grazie a cellulari e pc ci basta letteralmente un click per avere accesso a milioni e milioni di informazioni. Questo ha molti pro ma anche altrettanti contro, perché se è vero che siamo di fronte a una conoscenza potenzialmente infinita, è altrettanto vero che bisogna essere in grado di destreggiarsi tra tutte queste informazioni e, capire come fare, non è sempre facile. 

Ma guardiamo il lato positivo, perché non riscoprire il piacere della lettura sbirciando nella libreria di casa o in qualche biblioteca? Sono di parte, è vero, perché a me i libri sono sempre piaciuti tanto, però davvero meritano di essere tenuti in considerazione. Giusto per fare un esempio, una buona enciclopedia racchiude una marea di informazioni attendibili da cui possiamo partire per cominciare a dar vita a ciò che vogliamo scrivere. Un libro che tratta l’argomento a cui siamo interessati ci può fornire tante idee su come sviluppare il nostro lavoro. Questo almeno come base di partenza da arricchire poi anche grazie alle ricerche online. 

Se vogliamo parlare di un argomento è perché logicamente quell’argomento ci piace e ci interessa, a questo punto trovare un libro che ne parla è una buona occasione secondo me per unire l’utile al dilettevole: ci informiamo in maniera accurata sull’argomento e ci alleniamo ed esercitiamo nella lettura.

I vantaggi della pianificazione:

Ora, dopo tutto questa pappardella sull’importanza della pianificazione l’impressione può essere quella di “sprecare” un sacco di tempo che potrebbe, invece, essere destinato direttamente alla scrittura stessa. 

Il messaggio che vorrei trasmettere però è esattamente il contrario: sfruttare parte del nostro tempo a pianificare e organizzare il nostro testo fa sì che la strada che segue sia tutta in discesa e non in salita. 

Si tratta di imparare a gestire il nostro tempo rendendolo più produttivo per ottimizzare tutto il nostro lavoro. Pianificare ci aiuta ad affrontare, anche da un punto di vista mentale, più serenamente la scaletta delle cose da portare a termine, non è vero che ci fa perdere tempo: ci aiuta a non perdere tempo! 

Perché? È presto detto, perché ci evita di dover pensare nel momento in cui invece dobbiamo agire, questo vuol dire ottimizzare il proprio tempo a disposizione: sapere già in partenza come ci si deve muovere. Ciò non significa che non ci saranno imprevisti e che tutto andrà esattamente come lo abbiamo pianificato, ma anche in questo caso un piccolo intoppo potrà essere gestito con più consapevolezza perché avremo sempre chiaro di fronte a noi uno schema da seguire. 

Se all’inizio potrà sembrare difficile, come lo sono tutte le cose che facciamo per la prima volta, col passare del tempo ci accorgeremo di quanto ci verrà naturale, perché avremo creato un’abitudine che seguiremo con consapevolezza. 

Tu sei abituato ad organizzare il tuo testo prima di iniziare a scrivere oppure ti ci butti a capofitto aspettando di vedere che piega prende? Hai trovato qualche spunto utile leggendo il mio articolo? Sono curiosa di sentire la tua!

2 pensieri su “L’organizzazione del testo perfetto (parte 1)

  1. Rocco ha detto:

    Spunti interessanti sia per la pianificazione di un testo che, in senso lato, per la la pianificazione in generale.
    In effetti mettere nero su bianco i propri pensieri può sempre aiutare a schiarirsi le idee!
    (Off topic: su questo ultimo punto ci sono studi interessantissimi sul potere terapeutico che ha tenere un diario personale, dando una forma scritta ai propri pensieri.
    Prima di citare qualsiasi studio però…vado a verificare le fonti 🤓)

    Aspetto il prossimo articolo 😉

    Piace a 1 persona

    1. Angela Sileo ha detto:

      Grazie mille per l’apprezzamento, sono contenta che tu abbia trovato degli spunti interessanti in questo articolo. Sono d’accordissimo sul discorso del diario personale, molto spesso sottovalutato, e aggiungerei anche discriminato, perché associato a qualcosa di “infantile” che si usava solo da piccoli e specialmente solo da ragazze. In realtà diventa un magnifico contenitore di idee e pensieri che spesso a parole si fa fatica a esprimere! Ahah con questa considerazione finale noto con piacere che è stato colto il senso dell’articolo!

      Lunedì proseguiamo il discorso parlando della stesura! Se hai voglia di venire a trovarmi anche prima, domani sera iniziamo a scoprire l’uso della punteggiatura!

      Grazie per il commento 🙂

      "Mi piace"

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