WRITING

for curious minds

Il titolo parla chiaro: il punto e la virgola, due segni di punteggiatura che non sempre è chiaro come utilizzare, soprattutto nel secondo caso. Niente panico, facciamo chiarezza insieme. 

Sì ma… che cos’è la punteggiatura?

È l’insieme dei segni grafici che ci servono per inserire pause, più o meno lunghe, all’interno di una stessa frase oppure tra frasi diverse e per segnalare dei rapporti di coordinazione o subordinazione all’interno di una frase semplice (c.d. proposizione—> oggi ho tanta fame) o di una frase complessa (c.d. periodo—> oggi ho tanta fame perché ho lavorato molto).

Il punto

Il punto ci serve per indicare una pausa lunga all’interno del nostro discorso, una vera e propria interruzione, in modo da poter passare a un altro argomento oppure da poter aggiungere informazioni diverse sempre sul medesimo argomento. Dopo il punto è necessario sempre usare la lettera maiuscola ma non è obbligatorio andare a capo, lo si fa solamente nel caso in cui si voglia indicare un’interruzione ancora più netta. 

Quando si usa?

Sinteticamente:

  1. Per porre fine ad una frase o ad un periodo;
  1. Per abbreviare alcune parole (pag. —> pagina, cfr. —> confronta, sig. —> signore);
  1. Nelle sigle venivano utilizzati in passato, ma oggi questa abitudine è caduta in disuso (S.R.L. —> SRL o Srl)

Curiosità: se una frase si conclude con una parola abbreviata, il punto non si mette (Mangio tutte le verdure: zucchine, carote, broccoli, ecc. La carne, però, proprio non mi piace).

La virgola

La virgola, al contrario del punto, segnala all’interno del testo una pausa breve oppure un inciso (come in questa frase). È utile per non appesantire troppo il testo con frasi eccessivamente lunghe e per dare ritmo al discorso.

Quando si usa?

A livello generale:

  1. Quando vogliamo enumerare o descrivere qualcosa, ad eccezione dell’ultimo elemento (ho chiamato Lucia, Monica e Marina);
  1. Negli incisi, ossia quelle parole o frasi inserite all’interno di un periodo dal quale sono sintatticamente indipendenti perché si limitano a offrire informazioni aggiuntive e non indispensabili. Infatti il periodo mantiene significato anche in assenza dell’inciso (Teresa, l’amica che mi hai presentato, è veramente simpatica; ti avevo detto, infatti, di non andare);
  1. Prima e dopo un vocativo (non fartelo ripetere, Martina!; Martina, non fartelo ripetere!);
  1. Per separare le proposizioni che vengono introdotte dalle congiunzioni anzi, ma, però, tuttavia (vorrei venire, tuttavia non posso);
  1. Per separare la frase principale dalla subordinata (se fai il bravo, ti compro il gelato; ti ho preparato la cena, anche se non te lo meriti).

Resta valido che questo elenco offre solo indicazioni generali, poiché le “regole” della punteggiatura sono caratterizzare da una certa flessibilità. Questo non le rende meno importanti però! Anzi, molto spesso, se usate impropriamente, stravolgono completamente il senso di un discorso. 

Prendiamo ad esempio queste due frasi:

  • Adesso non posso. Sto andando a mangiare Lucia
  • Adesso non posso. Sto andando a mangiare, Lucia 

Da un punto di vista grammaticale esprimono due concetti molto diversi: nel primo caso si intende che io stia per nutrirmi della povera malcapitata Lucia, nel secondo caso invece mi sto rivolgendo a Lucia per informarla del fatto che sto andando a mangiare. 

Questo è un esempio estremizzato, perché è certamente un errore grammaticale ma possiamo dire che anche in assenza della virgola si riesce a cogliere il senso di ciò che si vuole comunicare. Però in altri contesti il significato di una frase può cambiare radicalmente:

  • Giornata difficile da dimenticare
  • Giornata difficile, da dimenticare

Il primo esempio lascia intendere che sia difficile dimenticare quella giornata a causa, magari, di ciò che è capitato. Il secondo esempio manifesta l’intenzione di voler dimenticare quella giornata perché è stata particolarmente difficile. 

Ci sono, infine, dei casi in cui vere e proprie regole impongono di non utilizzare la virgola, questo accade:

  1. Tra il soggetto e il predicato (è un errore scrivere Lucia, è una maestra);
  1. Tra il predicato e il complemento oggetto (è un errore scrivere ho mangiato, un hamburger);
  1. Tra un nome e il suo aggettivo (è un errore scrivere una bella, giornata)

Il modo migliore per capire intuitivamente quando usarla e quando non usarla, comunque, resta quello di leggere il più possibile per acquisire sempre più consapevolezza nella scrittura e nell’uso della punteggiatura in generale.

4 pensieri su “Il punto e la virgola

  1. nickchamps88 ha detto:

    Davvero interessante e ben fatto, i miei complimenti. Sono spunti interessanti per evitare errori molto comuni. Grazie ☺️

    Piace a 1 persona

    1. Angela Sileo ha detto:

      Grazie mille per l’apprezzamento, mi fa davvero molto piacere!☺️

      "Mi piace"

  2. Anna ha detto:

    Complimenti, davvero molto interessante, istruttivo e soprattutto un ottimo ripasso alle regole grammaticali.

    Piace a 1 persona

    1. Angela Sileo ha detto:

      Grazie mille per ciò che hai scritto, mi fa molto piacere che l’articolo sia stato apprezzato e soprattutto, in qualche modo, che ti sia stato utile!😊

      "Mi piace"

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