WRITING

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Revisione e correzione

Oggi parliamo della revisione e della correzione di un testo, argomenti a conclusione degli articoli precedenti in cui abbiamo analizzato la pianificazione e la stesura. Quindi, finalmente, ora possiamo concentrarci sugli ultimi step di questo processo. 

Se siamo arrivati a questa fase è perché ormai il nostro lavoro è quasi completo e richiede alcune modifiche che ne garantiscano la scorrevolezza e la correttezza anche dal punto di vista grammaticale. 

La revisione è la fase più importante di tutto il lavoro perché ci consente di capire se il nostro testo funziona oppure no. Si tratta infatti di una modifica accurata e strutturale della nostra prima versione fatta con la stesura: quest’ultima ha rappresentato il punto di partenza per i successivi processi di revisione, grazie ai quali possiamo arrivare alla versione finale del testo.

Non solo è utile, ma è fondamentale perché in grado di cambiare profondamente il nostro lavoro. 

Ricordo quando, all’università, partecipai a un seminario sulla storia del diritto penale in Italia e il professore ci assegnò una tesina da svolgere su un argomento a scelta. Ero partita con le idee ben chiare e precise della piega che avrebbe dovuto prendere il mio lavoro e in effetti la mia prima stesura corrispondeva proprio all’idea che avevo in mente. Una volta riletto tutto il testo, però, mi sono accorta che quello che mi sembrava uno sviluppo geniale era in realtà… una schifezza. Sì, perché nella mia testa suonava in un modo, nero su bianco, invece, in un modo completamente diverso. La rilettura mi aveva aiutato proprio ad avere una visione d’insieme e a comprendere da un punto di vista quasi esterno quali erano le parti che proprio non funzionavano e, taglia di qua e aggiungi di là, alla fine il lavoro aveva preso proprio una bella forma, diversa da quella che mi ero immaginata ma decisamente migliore. 

Se adesso stai pensando “Ma ti prego… io mica mi devo mettere a fare una tesina sulla storia del diritto penale… non me ne faccio nulla di questo articolo!”, è il caso che fermiamo un attimo. Sono felice per te se puoi evitare di spendere ore e ore con gli occhi fissi sui vecchi articoli del codice (e ti sono emotivamente vicino, caro compagno di sventura, se invece ti tocca farlo come è toccato a me), ma quello di cui parleremo oggi riguarda qualsiasi tipo di scrittura perché ogni testo ha bisogno di essere revisionato. 

Chiaro, se stiamo scrivendo un messaggio a un amico probabilmente, e giustamente, non staremo a leggerlo e rileggerlo. Ma se stiamo scrivendo una e-mail non possiamo inviarla senza averla prima riletta e corretta o rischieremo di non ricevere nemmeno una risposta. Ma dirò di più, anche un post su Facebook o Instagram dovrebbe essere riletto prima di venire pubblicato, perché se è vero che tutti possiamo sbagliare un accento o una parola è altrettanto vero che molte volte si pubblicano cose senza prestare neanche un po’ di attenzione e senza pensare che quello che scriviamo potrà essere letto da chissà quante persone. E se pubblichiamo una foto di un bellissimo dolce preparato dalla nostra mamma e nella didascalia scriviamo “Ecco la torta che a fatto mia mamma” il dolce farà sicuramente una bellissima figura, noi un po’ meno… E a volte ci basta davvero poco per evitarlo. Ripeto, l’errore è umano ed è giusto così, possiamo anche rileggere 20 volte lo stesso testo e tralasciare comunque alcuni errori per mera disattenzione, ma meno lo facciamo e meglio è. E in questo articolo scopriremo qualche consiglio utile per limitare al minimo questa possibilità. 

Perché la revisione è così importante?

Perché un testo scritto male ha diverse conseguenze e di certo non positive: può infatti produrre la perdita di attenzione da parte del lettore, può ridurre la credibilità di chi scrive e, cosa forse più grave di tutte, rischia di rendere incomprensibile il messaggio o il pensiero che vogliamo trasmettere. 

È logico che il tempo che dobbiamo spendere in questa fase varia notevolmente in base al lavoro che stiamo facendo: va da sé che un testo breve richiederà una revisione più veloce, un testo lungo e complesso sicuramente una revisione più articolata. 

In ogni caso, è un lavoro per certi versi noioso, stancante e impegnativo perché ci costringe a essere costantemente critici, attenti, concentrati e a lavorare sui concetti importanti eliminando quelli inutili. 

Con qualche piccolo trucco e consiglio, però, è possibile rendere più semplice il lavoro di revisione. Ne elenco alcuni che ho scoperto e messo in pratica nel corso del tempo, sperando che possano essere utili anche ad altri proprio come lo sono stati a me: 

  • Stampiamo il nostro testo: per una questione di praticità, ormai siamo abituati a scrivere tutto al computer e va benissimo. Il computer, però, ci impedisce di avere la giusta visione di insieme del nostro lavoro e così facendo ci possono sfuggire possibili incoerenze tra i vari argomenti che stiamo trattando. Non fraintendiamoci, non sto dicendo di prendere carta e penna e scrivere tutto a mano, ma più semplicemente di stampare il nostro testo prima di procedere alla revisione. Possiamo cancellare parole o frasi non pertinenti, aggiungere a margine del foglio idee nuove o in sostituzione di quelle già scritte e inserire alcune note in tutti quei passaggi che magari richiedono un chiarimento, un approfondimento e così via;
  • Facciamolo leggere ad altre persone: una persona esterna potrebbe notare cose che a noi sono sfuggite, come ad esempio passaggi pochi chiari o spiegati in maniera frettolosa. Così facendo saremo anche in grado di capire come i nostri futuri lettori potranno interpretare ciò che abbiamo scritto. Certo è (e questo è un consiglio nel consiglio) che essere corretti non fa mai piacere, armiamoci quindi di pazienza e impariamo ad accettare le critiche che, se costruttive, sono ciò che realmente ci consente di migliorare;
  • Prendiamo le distanze da ciò che abbiamo scritto: solo così potremo analizzare il nostro testo da un punto di vista oggettivo. È forse la cosa più difficile da fare perché dal ruolo di “scrittore” dobbiamo passare a quello di “lettore” e, solitamente, quando scriviamo tendiamo a mettere al centro di tutto i nostri interessi, le nostre preferenze, le nostre idee e così via. Però se vogliamo che ciò che scriviamo venga apprezzato da chi lo dovrà o vorrà leggere è importante assumere, per quanto possibile, il suo punto di vista. Il punto precedente di questo elenco può rendere questa operazione un po’ più semplice; 
  • “Brevità” è sinonimo di “chiarezza e comprensione”: la brevità però, non va confusa con la mancanza di informazioni, ma va associata all’idea di frasi e paragrafi che forniscono le informazioni utili senza utilizzare parole superflue. Il mio professore di italiano del liceo ci faceva fare un esercizio molto utile: ci consegnava un testo lungo, supponiamo, 20 righe e ci chiedeva di leggerlo più volte evidenziando i punti davvero importanti per poi cancellare quelli che potevano essere tralasciati, infine di riassumerlo in 15 righe; da quelle 15 dovevamo poi riassumerlo in 10 e così via fino ad arrivare a una sola riga. Rileggendo i due testi, se la sintesi era stata fatta in maniera corretta, avremmo dovuto cogliere lo stesso significato e capire, quindi, l’informazione essenziale da comunicare. Tutto ciò che non lo era poteva essere eliminato o modificato per non appesantire il testo.   

Qualche piccola considerazione diversa merita invece la correzione, ossia l’ultima parte del processo di scrittura che serve per eliminare eventuali errori di grammatica, punteggiatura, forma e battitura, che è difficile non siano presenti e che molto spesso sono dovuti semplicemente a fretta o distrazione. 

Per semplificare la differenza tra queste due fasi ci basterà tenere a mente che la revisione si occupa di “cosa” abbiamo scritto, la correzione, invece, di “come” l’abbiamo scritto. Quest’ultima ci serve per rendere quanto più possibile perfetto il nostro testo, è una sorta di “pulizia finale”, e anche in questo caso ci sono alcuni consigli che ci possono essere d’aiuto:

  • Prendiamoci una pausa: dopo aver ultimato il lavoro di revisione e prima di iniziare la correzione è utile far passare un po’ di tempo, così da creare una distanza, sia temporale sia mentale, dal testo. Quando lo rileggeremo sarà come se, in un certo senso, lo leggessimo per la prima volta, senza essere eccessivamente stanchi e senza avere la testa piena delle solite informazioni che abbiamo già letto e riletto durante la revisione;
  • Ricordiamoci di non essere frettolosi: la correzione richiede tantissima concentrazione e attenzione, che devono essere costanti per tutta la durata del lavoro, ma si sa che la stanchezza in questi casi non tarda ad arrivare, quindi, fermarsi ogni 15, o al massimo 30, minuti ci aiuta a non stancare gli occhi e a rimanere concentrati;
  • Leggiamo ad alta voce: questo ci aiuterà a capire se il nostro testo è fluido e scorre bene tra i vari periodi, se ci sono ripetizioni o incoerenze tra i vari argomenti e soprattutto ci obbliga a leggere lentamente, rispetto alla velocità con cui leggiamo nella nostra mente, ed è quindi più facile scovare eventuali errori;
  • Leggiamo una riga per volta: è utile per focalizzarci su un punto preciso del discorso senza essere distratti dal testo nella sua interezza. Possiamo leggere riga per riga anche se decidiamo di fare la correzione al computer, ci basterà coprire il resto dello schermo con un foglio e il gioco è fatto;
  • Leggiamo al contrario: partire dall’ultima parola del testo e risalire verso l’inizio ci aiuterà a leggere non frasi intere ma singole parole, concentrando quindi la nostra attenzione su elementi ben precisi e senza che gli altri ci confondano (utile per testi brevi ma importanti, ad esempio una e-mail);
  • Facciamoci una lista di domande: ci sono infatti alcune cose che ci possiamo chiedere per essere certi di non tralasciare nulla. Ad esempio: 
Le parole sono scritte in modo corretto?
Ho controllato la grammatica?
Ho usato correttamente la punteggiatura?
Ho associato correttamente soggetti e verbi?
Ho usato i sinonimi per non ripetere troppe volte la stessa parola?
Ho esagerato con aggettivi e avverbi? Posso toglierne alcuni per rendere il testo più scorrevole?

Ognuno di noi, chiaramente, scriverà le domande relative agli errori che sa di commettere più frequentemente ma in ogni caso può essere utile tenere sotto mano questo elenco ogni volta che dobbiamo correggere qualcosa, ci basterà spuntare le relative voci quando le abbiamo completate così da essere certi di non aver tralasciato nulla, risparmiando tempo prezioso.

Come sempre, spero che questo articolo ti sia stato utile e che tu abbia potuto trovare spunti interessanti. Fammi sapere se deciderai di provare a metterli in pratica e, se già lo fai, se ti sono d’aiuto o hai altri suggerimenti da offrire. Ti aspetto nei commenti!

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