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È arrivato il periodo più magico dell’anno: il Natale! Capace di unirci in grandi festeggiamenti (quest’anno, ahimè, decisamente meno per ovvie ragioni) ma anche di dividerci in due schieramenti opposti: chi lo ama e chi lo odia.

A casa mia funziona proprio così: io che mi vestirei da piccola aiutante di Babbo Natale dall’8 dicembre al 6 gennaio e il mio compagno che, se proprio fosse costretto a entrare nel mood della festa, sicuramente opterebbe per un costume da Grinch!

È tradizione, più o meno condivisa da tutti, passare il giorno di Natale in famiglia, ricordo quando ero piccolina e la tavola da pranzo segnava circa una trentina di posti a sedere, tra i parenti di mamma e quelli di papà. Sono cresciuta con questa abitudine che si è consolidata nel tempo e mi ha consentito, ad oggi, di conservare una marea di ricordi stupendi. Non c’è stato Natale che io non abbia passato in famiglia, non perché fossi costretta ma perché ho sempre avuto il grande desiderio di farlo. Quest’anno tutto sarà sicuramente un po’ diverso, il Coronavirus ha cambiato tante cose e, per quanto mi riguarda, il Natale è una di quelle. Ce ne sono chiaramente di ben più gravi e serie, note a tutti noi, ma non è questo ciò di cui voglio parlare perché in contrasto con la spensieratezza di questo articolo.

Fatta eccezione per il Coronavirus, tradizione ci dice “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” e io ho già spiegato che è esattamente quello che faccio, ma perché è nato questo detto?

Tra le diverse origini che vengono attribuite a questo modo di dire, la prima è di carattere sociale e si ricollega molto semplicemente all’importanza del concetto di famiglia, che soprattutto nelle generazioni passate veniva considerato un qualcosa di sacro. Per questo motivo la tradizione imponeva ai giovani di passare tutte le feste, non solo il Natale, con la propria famiglia di origine e alle persone sposate, invece, di passare le feste con la famiglia del marito. Col trascorrere del tempo questa usanza cominciò a lasciare spazio a un atteggiamento un po’ più “morbido” e permissivo: si raggiunse un compromesso in base al quale il Natale, che era la festa più importante, andava passato in famiglia, la Pasqua invece si poteva trascorrere insieme agli amici. 

L’ipotesi religiosa, invece, attribuisce l’origine di questo detto al Vangelo nel quale si dice che il giorno di Natale Gesù si trova con i suoi genitori nella casa in cui è nato. Nel periodo della Pasqua, invece, si trova lontano dalla sua famiglia e si dedica alla vita pubblica: arriva a Gerusalemme e celebra la sua ultima cena con i propri discepoli; della sua famiglia, invece, non si fa menzione. 

L’ultima ipotesi, al contrario delle precedenti, lega questo modo di dire alla stagione in cui cade il Natale. Molto semplicemente, siccome a Natale fa molto freddo non si è molto propensi a spostarsi da casa e quindi si rimane in famiglia. Al contrario, a Pasqua, con l’arrivo della primavera e delle temperature più calde si è più invogliati a uscire e quindi a festeggiare anche lontano da casa. 

Insomma, non esiste un’unica versione che spieghi perché siamo abituati a sentire questo modo di dire. Abbiamo ben tre opzioni diverse e possiamo scegliere, a questo punto, quella che preferiamo! 

Ci sono altre curiosità, comunque, che circondano il Natale! Tutti conosciamo Babbo Natale, ma perché si chiama così? E perché è vestito proprio di rosso e non di un altro colore?

Andiamo per ordine, il personaggio di Babbo Natale è legato alla figura di San Nicola, un vescovo di un’antica città della Turchia, vissuto nel IV secolo d.C., che si preoccupò di diffondere il più possibile la cultura religiosa: a tale scopo si recava anche nelle case dei bambini e consegnava un dono a ognuno di loro, aiutato dai parroci che lo seguivano trasportando tutti i regali su una slitta. All’inizio questi doni venivano consegnati il 6 dicembre, che è appunto il giorno in cui si celebra San Nicola, poi tale festa cominciò a durare fino alla notte del 24 che è diventata la data in cui tradizionalmente si scambiano i doni natalizi anche ai nostri giorni.

Nei paesi germanici San Nicola era conosciuto con il nome di Sinterklaas e raffigurato come un uomo anziano con i capelli e la barba bianchi e con una tunica rossa. Contemporaneamente in Inghilterra, invece, nascevano altre due figure, quella di Sir Christemas (personaggio che preannunciava l’arrivo del Natale ma non era né vecchio né portatore di doni) e quella dello Spirito del Natale Presente di cui parla Charles Dickens nel suo Canto di Natale. Col passare del tempo queste due figure furono raggruppate in una sola: Father Christmas (ecco il nostro “Babbo Natale”), un signore anziano che però inizialmente veniva rappresentato con abiti verdi. 

Gli americani diedero una svolta alla figura di Babbo Natale: in onore di San Nicola si fece strada il nome di Santa Claus (abbreviazione di Sanctus Nicolaus) e il relativo personaggio cominciò a prendere le sembianze di un uomo “cicciotto”, che guidava una slitta volante trainata dalle renne e che portava i doni ai bambini di tutto il mondo entrando dal camino di casa. 

Babbo Natale, quindi, veniva rappresentato in certi casi vestito di rosso e in altri di verde. Oggi però tutti lo identifichiamo allo stesso modo: vestito rosso e barba bianca. Perché? 

Qualcuno avrà sicuramente sentito parlare della credenza secondo cui è stata la Coca-Cola a rendere nota l’immagine di Babbo Natale così come la conosciamo oggi. In realtà la stessa Coca-Cola ha smentito questa comune convinzione, dicendo che il nostro Babbo Natale era stato rappresentato con queste sembianze già molto tempo prima che prendessero piede le loro campagne pubblicitarie natalizie. La “divisa rossa”, infatti, era già presente: nel 1823 Clement Clarke Moore, uno scrittore di New York, scrisse una poesia nella quale rappresentava Babbo Natale con i colori con cui oggi lo conosciamo; successivamente, Thomas Nast, illustratore statunitense, fece altrettanto rappresentando Babbo Natale con queste sembianze all’interno della rivista Harper’s Weekly

Da non dimenticare poi che, ben prima della Coca-Cola, la White Rock Beverages utilizzò questa immagine di Babbo Natale nelle sue pubblicità del 1915, per la vendita di acqua minerale, e del 1923, per la vendita del ginger ale. 

Sicuramente però Coca-Cola, col suo fortissimo potere nel mercato internazionale, ha contribuito più di chiunque a diffondere in tutto il mondo l’idea che abbiamo oggi di Babbo Natale quando negli anni ’30 ha cominciato a inserirlo all’interno delle sue pubblicità. Il motivo? Non si sa con precisione. C’è chi sostiene che Coca-Cola avesse una certa difficoltà a vendere la sua bevanda nei mesi più freddi dell’anno, così decise di inserire questo simpaticissimo Babbo Natale (vestito di rosso, come i colori del marchio) nel tentativo di invogliare le persone ad acquistare il suo prodotto anche durante il periodo invernale. Altri sostengono, invece, che l’intenzione di Coca-Cola fosse esclusivamente quella di legare emotivamente i consumatori al suo prodotto e a tale scopo si servì di Babbo Natale che, adorato da grandi e piccini, riesce perfettamente in questo compito. 

Conoscevate già queste curiosità sul Natale oppure no? E come passerete questo giorno speciale?

8 pensieri su “Il Natale e le sue curiosità

  1. novecentomilaepiu ha detto:

    al di là del problema covid, il Natale ha perso da tempo il suo spirito, il calore familiare….l’hanno ridotto ad un puro fenomeno di consumismo.

    Piace a 1 persona

    1. Angela Sileo ha detto:

      Non posso che essere d’accordo con il discorso del consumismo, a livello generale però la “magia del Natale” per me è sempre stata intesa con riferimento alla famiglia e al tempo trascorso insieme, che durante il resto dell’anno scarseggia sempre un po’. Come tante altre cose, poi, si è fatta una commercializzazione pazzesca del Natale, ma questo è un altro discorso.

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  2. Austin Dove ha detto:

    Non le conoscevo^^
    cmq, avendoti conosciuta adesso con questo post e avendo visto che il primo post è di qualche mese fa: benvenuta su wordpress 🙂

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    1. Angela Sileo ha detto:

      Felice di averte fatte scoprire allora☺️
      Commento carinissimo, ti ringrazio davvero tanto! Sì, è giusto un mesetto che ho aperto il blog, quindi possiamo dire che sono nuovissima! E il tuo è un graditissimo “benvenuta”😄

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      1. Austin Dove ha detto:

        Cmq ti sei data da fare! I miei primi mesi sono da dimenticare 😂
        Buona fortuna^^

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      2. Angela Sileo ha detto:

        Ho ancora tantissimo da imparare però😊 Chissà quante cose da dimenticare combinerò io😂
        Grazie ancora!😄

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      3. Austin Dove ha detto:

        Buona fortuna allora 🙂
        se hai dubbi la community di wordpress è molto aperta ^^

        Piace a 1 persona

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