WRITING

for curious minds

Parliamo di Pindaro, considerato il maggiore tra i lirici greci e caratterizzato da uno stile molto particolare. I suoi scritti erano veri e propri “voli poetici” in cui l’autore passava repentinamente da un argomento a un altro in una maniera, all’apparenza, del tutto irrazionale. I contenuti delle sue opere sembravano non essere legati da un coerente e logico filo conduttore. L’intenzione era quella di tenere viva e costante l’attenzione del lettore, in pratica: stupirlo e incuriosirlo per far sì che potesse sfruttare appieno la sua capacità di immaginazione. 

Da qui, l’espressione “fare un volo pindarico” per indicare, in un discorso scritto o parlato, un rapido passaggio da un argomento a un altro, senza un’espressa connessione logica oppure un’azzardata digressione da quello che è l’oggetto principale della discussione, tipico di quando poi si dice “ma torniamo all’argomento principale…”

Non sempre, però è un complimento: si può interpretare in modo positivo quando non si perde il filo di ciò che si dice, oppure in modo negativo quando ciò che viene detto, alla fine, non ha né capo né coda.

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